Tra le capre che El Conto stava mungendo durante la registrazione, una aveva una sola tetta. El conto mi spiegava che era stata operata qualche tempo prima per una calcificazione della ghiandola mammaria. Quella capra mangiava come le altre, occupava posto in stalla come le altre, ma produceva metà del latte. In qualsiasi altro allevamento “professionale”, sarebbe stata abbattuta.
Il futuro de El Conto era già segnato, forse fin dal momento del suo concepimento. C’è un’azienda che funziona, ci sono soldi che entrano, c’è un mercato, c’è un futuro. El conto ci ha messo tre anni per togliersi la giacca e la cravatta e altri sei per uscire definitivamente dall’azienda. Ha rotto con il suo futuro ed è andato a costruirsene un’altro. Un futuro in salita, e non solo dal punto di vista della pendenza.
Nella vita che era stata disegnata per lui, El Conto avrebbe dovuto dedicare la cura e l’attenzione di cui la capra malata ha goduto al servizio di lavastoviglie o frighi da bar. Ha dato invece a quella capra e alle altre, la possibilità di vivere bene. Loro in cambio gli danno del buon latte, quello che possono e riescono, in modo che lui possa fare del buon formaggio.
Dopo un giornata passata a vedere come El Conto si prende cura dei suoi animali, ho pensato che nella mia vita di tutti i giorni essere trattato da capra è ancora un lontano miraggio.

Chi gliel’ha fatto fare

El conto viveva una vita quotidiana simile alla mia, fino a qualche anno fa. Ora parla di quelle cose per me naturali, di cui non mi accorgo neanche più, come le macchine, il traffico, la fretta, il cellulare, come se fossero cose lontanissime. E, soprattutto, cose da disperati. Sentendolo parlare in quel modo, è abbastanza ridicolo chiedersi cosa gliel’abbia fatto fare. Ma è consolante sapere che basta poco tempo per disintossicarsi da tutto questo.

Jonathan Zenti

Un ringraziamento speciale va a: Azienda Agricola il Baito del Bosco, Azienda Agricola Artoni, Diambra Mariani e Valentina Merzi, Leonardo e l‘osteria La Mandorla.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Ritratti (o si muore) © 2018